Delle cose mortali nulla v'è di più incerto degli eventi guerreschi, nulla di più imprevedibile, nulla che esorbiti di più dai pensieri degli uomini. La vittoria non dipende nè dal numero nè dalle forze.

[Coluccio Salutati - cancelliere fiorentino del XV sec.]



giovedì 22 settembre 2011

Gli aerei degli Eroi dell'aviazione italiana nella guerra '15 - '18

Fulco Ruffo di Calabria nasce a Napoli 12 agosto 1884.
Scoppiato il primo conflitto mondiale si arruola volontario nel battaglione aviatori, e dopo aver frequentato il corso di Mirafiori e conseguito il brevetto, passa al pilotaggio in zona di guerra.
Dalle prime squadriglie di aviazione per artiglieria raggiunge, già due volte decorato al valore, la squadriglia da caccia di Francesco Baracca dal quale ne erediterà il comando.
Sopravvissuto alla Guerra rimane nell'esercito nei reparti di cavalleria.
Nel '25 lascia la vita militare per dedicarsi calla proria azienda agraria ed alla società italo belga per cui aveva già lavorato in Africa di cui diviene presidente. A lui si deve nel campo della scienza agraria la scoperta di una varietà di trifoglio gigante, nominato appunto trifoglio Ruffo. Nel '34 è nominato Senatore del Regno. Muore ai Ronchi nella sua casa in toscana il 23 agosto 1946.
Francesco Baracca (1888- 1918) fu il più grande aviatore italiano della prima guerra mondiale. Morì. colpito da terra, durante un'azione di mitragliamento sul Montello (12 giugno), ma con le sue 34 vittorie in duello aereo rimase l"« asso degli assi » della nostra aviazione.
Il 7 aprile 1916, abbatte il primo apparecchio nemico. Il suo ultimo velivolo fu il Bleriot-SPAD XIII , con il famoso emblema del « cavallino rampante ". Era armato di due mitragliatrici e raggiungeva i 240 chilometri all'ora

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