Delle cose mortali nulla v'è di più incerto degli eventi guerreschi, nulla di più imprevedibile, nulla che esorbiti di più dai pensieri degli uomini. La vittoria non dipende nè dal numero nè dalle forze.

[Coluccio Salutati - cancelliere fiorentino del XV sec.]



mercoledì 7 novembre 2012

BATTAGLIA DI VILLAFRANCA Scenario per “L’Italia s’è desta” liberamente ricavato dallo svolgimento della battaglia di Custoza del 1866



Data: 24 giugno 1866, 10.00 AM
Dislocazione: 10 KM circa a sud del Lago di Garda, Italia
Combattenti: Regno d’Italia contro Impero Austriaco

Storia: lo scenario è una libera interpretazione della situazione sul fianco destro dello schieramento italiano nel corso della battaglia di Custoza del 1866. In realtà, a parte la zona dell’abitato stesso di Custoza dove avvennero furiosi combattimenti, il 3° Corpo di Della Rocca fu solo leggermente impegnato nel corso della battaglia e finì per ritirarsi indecorosamente al termine degli scontri malgrado i ripetuti e furiosi appelli di Nino Bixio che chiese a più riprese di contrattaccare gli austriaci.
Nel nostro caso, ci si chiede. Cosa sarebbe successo se gli austriaci, facendo perno su Custoza, avessero tentato di conquistare Villafranca e avessero tagliato la via di ritirata su Mantova all’esercito italiano? Lo scontro vede impegnati all’incirca 42.000 austriaci contro 39.000 italiani.
Schieramento iniziale alle 10,00.
Punti vittoria:  per determinare i punti vittoria:
5 punti per la parte che al termine dello scontro controlla l’abitato di Torre Gherla.
5 punti per la parte che al termine dello scontro controlla l’abitato di Staffalo.
10 punti per la parte che al termine dello scontro controlla l’abitato di Custoza.
10 punti alla parte italiana se al termine dello scontro controlla l’abitato di Sommacampagna.
5 punti alla parte austriaca se al termine dello scontro controlla l’abitato di Sommacampagna.
Se al termine dello scontro una o più unità di fanteria austriaca si trovano all’interno di Villafranca la parte italiana è dichiarata automaticamente perdente. 
Regole di scenario
Il  generale BIXIO è “decisivo” (+3).
Il generale Della Rocca “mediocre” (+1) ha un -1 sull’attivazione della riserva.
Tutti gli altri Comandanti (Piemontesi ed Austriaci) sono “capaci” (+2) 
Terreno: Il tavolo da gioco misura 1,20 X 1,20. Le aree urbane e le colline offrono un modificatore di +1 a vantaggio di chi si difende in mischia e un -1 di protezione al fuoco. L’abitato di Villafranca è rappresentato da 2 basi di case, tutti gli altri da una sola. Ogni base di casa può contenere non più di 1 unità di fanteria Tipo E. 
Schieramento: Le unità si schierano nelle aree a loro assegnate sulla mappa indicata e tutte le unità dovranno essere entro  il raggio di comando dal loro comandante. Le divisioni PRINCIPE UMBERTO e PULZ, nonché la brigata PRALORMO, potranno muovere a partire dal secondo turno solo dopo aver attivato il movimento dalla riserva .
La divisione CUGIA entra dal punto C alle ore 11.30 (turno  italiano) in colonna di marcia dopo aver attivato l’ordine di movimento dalla riserva.
 La brigata SCUDIER entra nella zona compresa fra i punti A e B in qualsiasi formazione alle ore 11.30 (turno  austriaco) dopo aver attivato l’ordine di movimento dalla riserva.
La brigata TOPLY entra nella zona compresa fra i punti A e B in qualsiasi formazione alle ore 11.30 (turno  austriaco) dopo aver attivato l’ordine di movimento dalla riserva.
La brigata WELSERHEIM e il C.te di Corpo MAROICIC entrano nella zona compresa fra i punti  A e B in qualsiasi formazione alle ore 12.30 (turno  austriaco) dopo aver attivato l’ordine di movimento dalla riserva.
Attivazione dell’ordine di movimento per le truppe in riserva: L’attivazione delle riserve avviene con 1D6 ed il risultato deve essere 5 o 6 ma l’Austriaco aggiunge 1 al risultato del D6, il Piemontese sottrae invece 1 dal D6. Dopo le 12,30 l'attivazione è possibile con 4, 5, 6.
Se un’unità non riesce ad attivarsi con il movimento dalla riserva, non entra (o non muove) in quel turno e ritenta il turno seguente.
Scala
La scala del terreno e di 1:4000 (all’incirca) e un turno completo rappresenta trenta minuti di tempo reale. 

La Brigata austriaca di Moering, in primo piano con il 53° Rgt ed il 21° Jager, appoggiata dalla Brigata Piret (50° Rgt) mette sotto pressione la Brigata Granatieri costringendola ad arretrare e minacciando quindi il fianco sinistro piemontese: in particolare i cannoni e la Brigata Alpi del L.Gen. Govone. Il GM Scudier è già entrato di rinforzo, mentre il Principe Umberto, il L.Gen. Pralormo e il L.Gen.Cugia restano sordi alle richieste del Della Rocca.
L'attacco al fianco sinistro piemontese ha avuto effetto: la Brigata Alpi è distrutta, un'artiglieria è fuggita in rotta gli austriaci minacciano già Custoza













Respinta fino a TORRE GHERLA la Brigata Granatieri non cede e con una salva precisa (un triplo sei!) indebolisce l'avanzante 53° Rgt Austriaco sostenuto dagli Jager del 21° Battaglione, affiancati dal 50° Rgt attestato ormai saldamente sulla collina che si affianca a Custoza.







Visione complessiva dell'azione:

Il fianco sinistro piemontese è in crisi, perse una Brigata ed una batteria, Custoza è minacciata, Bixio tenta un contrattacco con la Brigata Re, sostenuto dalle sue artiglierie.








I rinforzi austriaci (Brigata TOPLY e SCUDIER) affluiscono con regolarità mentre il Principe UMBERTO resta insensibile alle richieste del suo Comandante di Corpo, forse temendo eccessivamente il pericolo della cavalleria del Col. PULZ che con velocità si è portata sulla sinistra estrema dello schieramento austriaco al fine di minacciare ogni azione aggirante sulla sinistra austriaca.
Non si sa ancora nulla della Ottava Divisione del L.Gen. CUGIA.
Muove infine il M.G. PRALORMO cercando di portarsi a sostegno della Brigata Granatieri che, ormai scossa può ben poco per arginare l'attacco austriaco ed anche la Brigata Pistoia, del L.Gen. GOVONE arretra con gravi perdite sotto la pressione dei Grenzer e Jager austriaci di BAUER.

Focus sull'attacco al centro:

il GM BAUER con il 28° RGT conquista Custoza e respinge la Brigata PISTOIA ormai scossa.
GOVONE tenta il tutto per tutto in prima linea, mentre il DELLA ROCCA assiste sgomento al crollo del suo fianco sinistro.
Focus sull'attacco al fianco sinistro piemontese:

L'ultima resistenza della Brigata GRANATIERI in furioso scambio a fuoco con il 53° RGT ed il 21° BTG Jager.
Un attimo dopo, sotto il grandinare dei precisi colpi degli Jager, i pur eroici Granatieri romperanno lo schieramento disperdendosi tra i campi!

Sono le 14,30:
Finalmente il Principe UMBERTO muove la sua divisione, ma la pressione al fianco sinistro ed al centro comincia a non essere più sostenibile.
Il 19° JAGER occupa STAFFALO, CUSTOZA e TORRE GHERLA sono già cadute in mano austriaca.
La Brigata PISTOIA è in disordine, scossa, in arretramento.
PRALORMO è costretto ad arretrare sotto il compatto avanzare dello schieramento austriaco per non cadere preda della precisa fucileria di Grenzer e Jager.
La Brigata RE, è respinta, scossa, anche BIXIO non può più fare molto.

Siamo alla fase finale, sono le 15,00, turno austriaco:
Solo SOMMACAMPAGNA è ancora in mano a BIXIO, il Principe UMBERTO riceve l'ordine di coprire la ritirata tenendo sgombra la strada Villafranca - Mantova.
Lo schieramento austriaco si allunga ormai oltre TORRE GHERLA e le truppe di WELSERHEIM si preparano ad attaccare con forza BIXIO.


E' finita!

Le artiglierie piemontesi si avviano verso la salvezza coperte dalla cavalleria di PRALORMO.

BIXIO dovrà lottare per salvare le provate unità della sua Divisione.

La battaglia di Custoza finisce tristemente per le armi italiane!

Commento finale e mie considerazioni:

La battaglia è stata fortemente condizionata dalla mancanza di attivazione delle riserve italiane. Il Principe Umberto è rimasto inattivo fino a oltre metà dell'azione. il Gen.le Cugia non è mai arrivato!
Govone avrebbe, forse, dovuto essere meno "eroicamente coraggioso" ed accettare di flettere il proprio schieramento per evitare di essere accerchiato e mantenere intatta la sua unità migliore (i Granatieri). In sostanza evitare lo scontro, cedendo spazio, avrebbe potuto offrire qualche opportunità in più!
Bixio al contrario avrebbe potuto fare meglio: fosse scattato subito avanti avrebbe potuto chiudere gli spazi di manovra alla cavalleria austriaca ed intercettato da posizione migliore i rinforzi austriaci. 

giovedì 29 marzo 2012

DUNG FARM (Anzio 1944) - Fattoria di m....!!!!

"Fattoria di m....!!!!" Questo deve avere detto più di un soldato coinvolto in quella sanguinosa azione di guerra, sia che fosse tedesco o alleato (inglese in questo caso); quello che abbiamo rigiocato in data 29/03/2012 non è stato molto diverso dalla realtà: il tedesco è passato e ha vinto, ma a quale prezzo!!!









Il campo di battaglia: i tedeschi partono dal fiume secco a nord, i canadesi a sud della linea tratteggiata








Le linee principali dell'azione tedesca


















venerdì 16 marzo 2012

BORODINO 1812 - 2012

L'Empereur: il "mito" si appanna in
questa sanguinosa giornata

Il campo di battaglia dal lato francese
a partire dalle cavallerie di Ornano

L'intero campo di battaglia, in primo
piano - in basso - Borodino; al
centro la "Grande ridotta"

 "Kutuzof" osserva con attenzione
le mosse francesi: pronto a colpire

Borodino dalle posizioni italiane

Il centro francese

Le solide truppe della
"Santa Madre Russia"
Il Corpo di Eugenio all'attacco
di Borodino
Il Corpo di Poniatoski si schiera
per accerchiare Utitsa
"Bagration" segue preoccupato
l'azione sul suo fianco sinistro
Il "vero" Kutuzov!









lunedì 12 marzo 2012

LA BATTAGLIA DI AGNADELLO - Ghiaradadda, 14 maggio 1509

Mi rendo conto che il cinquecentenario (1509 -2009) è già passato da tempo, ma non è mai troppo tardi per pubblicare un testo che rende giustizia ai "picchieri romagnoli" troppo spesso confusi con le "cernite venete" ed accusati di aver ceduto il campo in questa importante battaglia che - purtroppo - fermò definitivamente l'espansione veneziana verso l'entroterra.
Potrebbe essere una interessante discussione quella di valutare ed ipotizzare come sarebbe potuta essere l'Italia se fosse stata in qualche modo unificata (almeno nella sua parte centro/nord) dalla Repubblica Veneta!

 





sabato 18 febbraio 2012

CROSSFIRE è un regolamento che ritengo assolutamente geniale nella sua semplicità.

Con questa frase ho commentato il Regolamento CROSSFIRE, realizzato per giocare la Seconda Guerra Mondiale, quando l'ho postato per la prima volta sul sito del G.M.B.S. - Faenza.
L'unica condizione posta ai giocatori che intendono affrontare questo Regolamento, edito nell'ormai lontano 1995 dal mitico Arty Conliffe, è quella di giocare con limitati quantitativi di pezzi (sia fanteria che mezzi) e quindi non esagerare con gli investimenti economici!
In realtà il Regolamento, ben lungi dall'essere "datato", è modernissimo nella sua logica di estrema facilità di apprendimento, ma decisamente impegnativo quando si vuol "fare sul serio"!
L'ambito di ricostruzione storica resta compreso nel livello massimo del battaglione di fanteria e della compagnia di mezzi corazzati di supporto, quindi serve per riprodurre piccoli scontri a base tattica, ma i risultati sono sorprendentemente realistici.
I Giocatori sono obbligati a sfruttare il terreno che in questo caso deve essere realizzato in modo estremamente realistico, gli elementi scenografici vengono collocati per essere effettivamente utilizzati: ogni siepe, muretto, casa, o altro hanno la loro effettiva funzione e devono essere sfruttati al massimo, ricreando quindi il reale comportamento delle squadre di fanteria durante la guerra.
I mezzi corazzati hanno funzione di supporto e quindi non si vedono blitzkrieg nei tavoli di Crossfire, piuttosto una attenta e calibrata collaborazione.
Gruppo di famiglia ...!!!
Quello che segue è uno scenario, con relativo corredo fotografico.

                               Combattimento di Sourdeval, 11.8.1944

Situazione generale: dopo il fallimento dell’operazione Luttich, il 47° PzKorp ha ricevuto l’ordine di ripiegare su Alencon, minacciata dall’avanzata di Patton.
Per garantirsi una linea di ritirata sicura è necessario occupare il nodo stradale di Sourdeval, in zona
sono presenti elementi della 2a PzDiv. mentre stanno affluendo reparti della 1a Pz.Div.SS.
Il comando del 47° PzKorp ordina pertanto alla 2a       PzDiv. di inviare la mattina del giorno 11 un reparto esplorante ad effettuare una ricognizione, preliminare all’arrivo in Souderval di un gruppo da combattimento della 1a PzDiv. SS.
Frattanto nella notte tra il 10 e l’11, all’insaputa dei tedeschi una compagnia della 3a Div. Fanteria
Americana ha occupato l’abitato, mentre sono in arrivo elementi della 4a Div. Corazzata…

Army List

Americani:
1 Btg. Fanteria 3a Div. Fanteria: (morale regular)
1 BC, 1 SMG squad, 1 x 57mm, 1 81mm Mortar, 1 HMG
3 x Cp. Fanteria : ciascuna con 1 CC, 1 HMG, 1 60mm Mortar (OT) e 3 Plotoni fucilieri
ciascuno su 1 PC, 3 Rifle squads
1 Batteria 105 mm (6 missioni di fuoco)
Elementi 4a Div. Corazzata: (morale regular)
Reparto ricognizione 25th Cavalry Recon Squadron: 1 M8, 1 Jeep, 1 recon squad
Plotone carri 35th Tank Battalion: 3 M4A1, 1 M4A1 76mm
Tedeschi:
Elementi 2a Pz.Div.:
1 Plotone rinforzato 6a Cp II/304° PzGren. Rgt.: 1 PC, 3 Rifle squads, 2 HMG, 1 mortaio 81mm (morale regular)
Reparto esplorante Pz.Aufkl. Abt. 2: 1 Sdkfz 234/2 Puma, 1 Sdkfz 251/10, 1 Sdkfz 251/1, 1PC,
3 Rifle squads (morale veteran)
Elementi 1a Pz.Div. SS LAH:
1a Cp I/2° Pz.Gren.SS: 1CC, 1 HMG, 1 mortaio 120mm (8missioni fuoco) e 3 plotoni granatieri su 1 PC, 3 Rifle squads (morale veteran)
Plotone carri 2° Cp s.SSPz.Abt. 101: 2 Tigre I (morale veteran)
1 StuH42 105mm (SS Stug.Abt. 1, morale veteran) 
Schieramento iniziale, ore 7.00, 11.8.1944
Americani: 1 compagnia di fanteria ed il reparto da ricognizione schierano nell’abitato di Sourdeval e non oltre 20 cm a sud della strada C-D
Tedeschi: il plotone rinforzato del II/304° Pz.Gren.Rgt. schiera su quota 97, collina a sud-ovest della mappa
Ingressi americani: il resto del btg. di fanteria entra da A alle ore 7.30 con lo scopo di rinforzare le difese di Sourdeval.
Il plotone carri del 35th Tank Bt. entra da A un’ora dopo che sono stati avvistati mezzi corazzati nemici. (di qualsiasi tipo)
Ingressi tedeschi: il reparto esplorante entra da B alle ore 7.30 con il compito di effettuare una ricognizione su Sourdeval.
Il Kampfgruppe della LAH entra da B un’ora dopo che è stata accertata la presenza di truppe nemiche a Sourdeval con il compito di occupare il paese.
La battaglia termina alle ore 12.00, quando le migliorate condizioni meteo renderanno possibile l’intervento dell’aviazione alleata ed impediranno il prosieguo dell’offensiva tedesca.
Condizioni di vittoria: il possesso alle ore 12.00 dell’abitato di Sourdeval.
Note sul terreno: il fiume Val è guadabile alla fanteria, ma impassabile ai mezzi ruotati e cingolati.



domenica 29 gennaio 2012

WATERLOO: LA NASCITA DELLA NUOVA EUROPA

Visuale complessiva del campo di battaglia di Waterloo, visto dal lato di ingresso del prussiano, alla destra di Napoleone.
Napoleone, il nostro grande Imperatore, ha battuto i nemici della Francia a Waterloo!

In primo piano, scortata da una batteria a cavallo, la cavalleria leggera della Guardia alla cui guida si è posto il Maresciallo Ney, che morirà di li a poco in un eroico assalto alle posizioni inglesi.
La pressione sulla sinistra inglese porta le unità di D'Erlon alla conquista della cresta.

L'attacco francese alla sinistra inglese visto dal punto di vista di Wellington che si trova vicino o Mont Saint Jean.
Il Maresciallo Ney, il "bravo fra i bravi" è caduto sul campo dell'onore nell'ennesima carica condotta alla testa delle truppe del Corpo di D'Erlon.
L'azione dei prussiani (sulla destra dello schieramento francese) è stata bloccata: Blucher è caduto!
Blucher l'indomito Maresciallo, nemico giurato della Francia e di Napoleone, alla testa dei suoi costritti che spingeva ad attaccare i francesi, è stato ucciso da un corazziere di Milhaud.
L'inutile tentativo degli Inglesi di riprendere Hougoumont, ormai è troppo tardi, la Guardia sta marciando su Mont Saint Jean
Wellington è ingloriosamente fuggito sulla strada di Bruxelles mentre la Guardia entrava trionfalmente a Mont Saint Jean.


Ora potrà essere finalmente firmata la pace, ed una nuova alba sorgerà sull'Europa, finalmente libera dal dominio dei mercanti inglesi.


VIVE L'EMPEREUR !!

La partita è stata giocata a Recco (GE) grazie all'infaticabile Emilio ed all'ottima ospitalità del Ristorante MANUELINA.
Giocata su un tavolo di 240 x 180 cm. su cartina a colori bidimensionale, con il regolamento "Quelle affaire!" derivato da Marechal de l'Empire della Polemos; con pezzi in 6 mm. della Baccus e Adler.
Lo svolgimento della battaglia, che ha portato alla vittoria i francesi, ha visto uno splendido Roberto "Carbo" (di Faenza) ottenere la meritata vittoria per le aquile dell'Imperatore.
Grazie quindi a Roberto splendido vincitore, ad Emilio, Marco R., Federico e Marco C. tutti di Recco, Antonio (di Capena - RM) ottimo esordiente; master dello scenario: il sottoscritto.

sabato 8 ottobre 2011

Maghinardo Pagani da Susinana è stato un condottiero e politico italiano del XIII-XIV secolo. Fu podestà di Faenza e di Imola e capitano del popolo di Forlì e di Imola.


« Le città di Lamone e di Santerno conduce il lïoncel dal nido bianco,
che muta parte da la state al verno. »
(Inferno, Canto XXVII, vv. 49-51.

Nato probabilmente tra il 1245 e il 1250, visse l'infanzia e la fanciullezza a Firenze.
Perno della sua azione fu riunire in un unico possedimento le città di Imola e Faenza. Nel 1275 fu podestà di Faenza. Nel 1282 sposò Mengarda della Tosa, fiorentina, che gli diede due figlie:
  • Francesca, che sarebbe andata in moglie a Francesco Orsini;
  • Andrea, che avrebbe poi sposato Ottaviano degli Ubaldini, da cui ebbe una figlia di nome Marzia, la famosa Cia degli Ubaldini, sposata a Francesco II Ordelaffi, signore di Forlì. Nel 1359 Cia si distinse nella sfortunata difesa di Cesena durante la Crociata contro i Forlivesi.Nel 1285 ricevette un secondo mandato come podestà di Faenza. Due anni dopo, il vicario papale Pietro da Gennazzano, appena giunto in città, decise di rimuovere tutti i civili dalle loro cariche, Maghinardo compreso. Nel 1286 partecipò al tentativo di riconquista di Imola da parte della famiglia ghibellina dei Nordigli, cui arrise il successo. L'anno seguente, il 18 maggio 1287 il Pagani rientrò a Faenza con la forza ed ottenne di essere ripristinato nella carica di podestà. Nel 1290 aggiunse all'ufficio civile quello militare di Capitano del popolo. L'anno seguente prese con l'astuzia la città di Forlì.Nel 1295 fu tra i fondatori della Lega amicorum ("Lega degli amici") creata ad Argenta tra i capi ghibellini di Romagna. Nemico comune: Bologna. L'anno seguente, il 1º aprile 1296, la Lega prese la città di Imola, togliendola ai bolognesi. Maghinardo assunse la carica di capitano del popolo. Proseguendo verso Bologna, Maghinardo conquistò e rase al suolo i castelli di Sassatelli, Castel San Pietro, Liano, Vedrano e Medicina. Maghinardo fu uno dei due capitani generali della Lega eletti alla fine dell'anno.  Nel 1299 fu nominato podestà di Imola; furono avviate trattative di pace tra Bologna da una parte e la Lega amicorum dall'altra, che si conclusero entro l'anno.
Nel 1300 Maghinardo conquistò l'ultimo castello dell'imolese che mancava ancora al suo dominio, quello di Linaro.
Morì il 13 agosto 1302 nel pieno dei suoi poteri.
Fu sepolto nell'Abbazia di Santa Maria di Rio Cesare, detta «di Susinana».



Il modello di Maghinardo naturalmente non è mio, ma del "mitico" Fabrizio Cheli, faentino, ora residente a Ravenna.